Suoli di cenere e lava, vigneti in quota e due vitigni che forse non conosci ancora. Come funziona il vino dell’Etna e cinque cantine che accolgono i visitatori.
L’Etna è un vulcano attivo e i suoi vigneti crescono sulle pendici, su suoli di cenere, lava e sabbia vulcanica. In più c’è la quota — le viti salgono ben sopra la pianura — e le notti restano fresche anche d’estate, il che mantiene alta l’acidità e rallenta la maturazione. Il risultato sono vini tesi e minerali più che pesanti, dai rossi spesso paragonati a Pinot Nero o Nebbiolo ai bianchi con un taglio sapido e agrumato. La DOC Etna è stata la prima della Sicilia, istituita nel 1968.
Sulle etichette comparirà spesso la parola contrada: un’area vitata con nome, suolo ed esposizione propri, simile a un cru. I produttori dell’Etna imbottigliano sempre più spesso vini di contrada per mostrare quanto la montagna cambi da un versante all’altro.
Due vitigni autoctoni reggono l’Etna. Il Nerello Mascalese è il rosso principale: colore tenue, acidità alta, fragolina di bosco, erbe secche e una nota fumé; l’Etna Rosso ne deve contenere almeno l’80%, di solito con il Nerello Cappuccio, che aggiunge colore e morbidezza. Il Carricante è il grande bianco: limone, mela verde e un finale sapido e minerale, e invecchia in modo insolitamente buono. L’Etna Bianco richiede almeno il 60% di Carricante, l’Etna Bianco Superiore almeno l’80%.
Quasi tutte le cantine lavorano su appuntamento: non esiste la sala di degustazione a cui presentarsi, quindi scrivi o telefona prima e chiedi in quali lingue offrono la visita. Serve anche un’auto o un autista. Benanti, sul versante sud-est, è a circa 15 km (20 minuti) da Catania; la tenuta Cavanera di Firriato, sul versante nord, è a circa un’ora dall’aeroporto di Catania. Vendemmia (settembre e ottobre) e piena estate sono i periodi più affollati.
Tenuta delle Terre Nere si trova in Contrada Calderara, vicino a Randazzo, ed è nota per i vini di contrada su suoli vulcanici. Al Vinitaly 2026 il fondatore Marco De Grazia ha presentato un nuovo progetto accanto alla tenuta: un percorso strutturato per laureati e studenti che vogliono capire i vitigni dell’Etna, lavorare in vigna e contribuire a fare grandi vini, con un’agricoltura biologica e autosostenibile come base. Visite su appuntamento.
Un’azienda di famiglia a Castiglione di Sicilia con vigne in contrade con nome proprio. Al Vinitaly abbiamo assaggiato il Pietrarizzo Etna Bianco 2023: un Carricante dal finale sapido e teso, insieme allo spumante Valdemone e al Pietrarizzo Etna Rosso. Le degustazioni vanno dalla visita classica in cantina ai vini di contrada con salumi e formaggi locali, o a un picnic tra i filari.
In Contrada Verzella la tenuta etnea di Firriato nasce attorno a un palmento restaurato — la tradizionale casa di pressatura in pietra della montagna — con una piccola cantina moderna e un resort tra le vigne. Le degustazioni vanno dalla visita leggera a vigne e cantina ai pranzi con abbinamenti, e offre anche camere nel suo resort tra le vigne.
Cottanera è un’azienda di famiglia sul versante nord che lavora Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante. Offre visite guidate a vigne e cantina con degustazione, su prenotazione; contattali prima per date e orari.
Sul versante sud-est, a Viagrande, Benanti possiede vigne centenarie di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio sul Monte Serra e un palmento ottocentesco. Il suo Pietramarina è uno dei bianchi di Carricante più noti dell’Etna. Visite dal martedì alla domenica su prenotazione, in italiano e in inglese.